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IL FIORE ROSSO

29/12/2019

Autore: Carla Maglione

Se fossi un fiore, sarei una dalia. Rossa però, come un sole al tramonto quando si tuffa nel mare,ma così rosso che se fosse un quadro penserei  ai colori e alle luci di Caravaggio.

Più rossa ancora, come il frutto del melograno di una natura morta, con i suoi mille grani che quasi li senti  in bocca, il dolce del succo e  l’amaro dei semi. Staresti per ore a guardarli, tanto che dopo ti resterebbe l’amaro in bocca e.. pure la lingua rossa!

Una dalia rossa come il sangue. Il mio di quando lui è nato: lo sentivo scendere tra le cosce, appiccicoso. “Si sono rotte le acque”pensai, ma era troppo presto, mancavano 40 giorni ancora. L’acqua è una promessa di vita, il sangue una minaccia di morte.

 Era sangue. Il mio ed il suo insieme. Vischioso. Si incollavano le gambe, a volerci camminare e a fare finta di niente. La mano infilata sotto la gonna per controllare, e poi come per dire “Aspetta! Non ora!Non ancora”

Essere donna è una scuola di sangue: ogni stagione ha i suoi riti ed il suo contributo. Una ferita che ogni volta si riapre. La prima volta lo chiamano menarca, è il tuo corpo di bambina che sanguina per diventare donna, ed ogni mese si ripete il sacrificio. Poi ancora sanguini quando, per conoscere il piacere, subisci il dolore della verginità violata, come un baluardo che, a guardia di te stessa, crolla sotto i colpi della vita. E poi ancora sanguini quando sgravi,si dice così, è come uno squarcio,e invece ti dicono che hai partorito. Ma non c’è strappo in questo participio passato, non c’è il dolore. Non esprime la lacerazione che c’è stata. Svuotata e monca, ecco come ti senti dopo, come se ti avessero strappato una parte del tuo corpo, che continua a fare male per giorni, come il dolore di un arto fantasma...e a sanguinare.

E poi c’è il sangue amaro, quello del malamore.

Per fortuna però il mio bimbo è nato maschio.

Ho avuto un  figlio da un uomo sposato. Quando sono rimasta incinta lui mi ha detto “fai quello che vuoi ma non con me”. Mi ha lasciata sola, con il mio bambino. Questo per una donna è il più radicale ed insopportabile dei rifiuti. Pensai che ce l’avrei fatta da sola. Lo fanno tante donne. I primi anni eravamo noi due soli. Poi conobbi lui, lavorava in un’azienda vicino casa. Ci passavo davanti tutte le mattine per andare al lavoro. All’inizio era protettivo, affidabile, affettuoso. Mi fidavo di lui. Lo feci entrare nella mia vita. Dopo qualche mese il primo litigio, le prime minacce. Per la prima volta mi disse “Tu e il tuo figlio bastardo!” il giorno dopo mi chiese scusa. Pensai che fosse difficile per lui accettare me e mio figlio. Aveva solo bisogno di tempo.

Poi è diventata un’abitudine: crisi, violenza, pentimento, perdono.

Ha cominciato a picchiarmi, prima schiaffi poi pugni, ma niente di grave. Dovevo solo dargli tempo. Io lo sapevo che ce l’avrebbe fatta a tenere me e il mio bambino.

Poi ho cominciato a stare male. Volevo fuggire ma mi sentivo chiusa in una morsa che mi stringeva il petto, la gola, mi impediva di respirare, come una  sensazione di mancamento. Avevo paura di morire e di lasciare mio figlio da solo.

 Un giorno ne ho parlato con lui ma ha sbattuto la porta ed è uscito.

Notti in bianco, la mattina ero senza forze.  Un giorno il litigio è stato più violento: mi ha colpito con un bastone, ma stranamente non ho sentito  dolore,perché sono svenuta, ma non era niente di grave, in fondo era colpa mia, l’avevo provocato, forse, … mi sono ripresa subito, solo che sanguinavo. Ma al sangue noi donne siamo abituate. Mi aveva rotto il naso e ho continuato a sanguinare. Così sono andata in ospedale. Naturalmente non ho detto niente, solo che ero caduta inciampando per le scale. Come fare a spiegare?! Non avrebbero capito.

Lui non è cattivo.

Ora..

Sono ancora in ospedale. Mi hanno operata. E’ tutto passato ma…

 Vorrei una cura per le mie crisi. Lui le chiama così ma non so bene quale sia il mio male.

La medicina ha lunghi camici bianchi qui, lunghi corridoi,neanche un quadro, nessun colore.

Se fossi un fiore, sarei una dalia. Rossa però, come un sole al tramonto quando si tuffa nel mare….

 

Imeps