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"Il territorio del lutto. Mappe e bussole per orientarsi nella sofferenza"

30/11/2016

Autore: Dott.ssa G. De Benedetta , Dott.ssa Silvia D'Ovidio

 


Non vi è rimedio per la nascita e la morte,  salvo godersi l’intervallo.
(Geroge Santayana)

Venerdi 18 e sabato 19 si è tenuto in Istituto il corso di perfezionamento “I territori del lutto. Mappe e bussole per orientarsi nella sofferenza”. Hanno partecipato psicoterapeuti da varie regioni d’Italia, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Calabria, Sardegna e Campania, e questo ha consentito un proficuo scambio tra diverse realtà sociali e culturali.

Sono stati due giorni intensi ma non pesanti come il tema potrebbe far pensare. Il nostro obiettivo, dichiarato, in questo corso era di fornire  gli strumenti teorici e le modalità per prendersi cura di chi sta per morire o di chi sta per perdere una persona cara o l’ha già persa.
L’obiettivo non esplicitato era di fare esperire ai partecipanti una modalità di approccio alla problematica del lutto senza angoscia e senza pesantezza nell’animo. 
Ricordando, come ci dice Giuseppe Ruggiero, che se il terapeuta ha dentro di sé la leggerezza per sostenere il dolore il paziente sarà facilitato nell’espressione del suo dolore  e nel suo percorso di elaborazione.
La leggerezza del terapeuta nasce con la consapevolezza della sua ferita, essere in contatto con la propria sofferenza consente di essere in contatto anche con la propria parte vitale.

Attraverso una attenta esplorazione delle proprie risorse e dei propri bisogni  ogni partecipante è potuto entrare in contatto con parti di sé tenute troppo spesso a distanza. Nelle esercitazioni pratico-esperenziali  ognuno dei partecipanti si è confrontato con le proprie paure ma anche con  i propri desideri, i sogni, le passioni, la vita. Perché come dice Edouard Schuré “nella vita c’è la morte, nella morte c’è la vita”, non si può considerare l’una senza l’altra.

I feedback avuti a fine corso sono stati una grande soddisfazione per noi in quanto praticamente tutti i corsisti hanno dichiarato di essersi liberati di un po’ di angoscia, di paura e di pesantezza e di  andare via portando con sé leggerezza, speranza, gioia di vivere.

 

Imeps